Nessuno mostrava il minimo interesse. Il prezzo era altissimo, ovviamente, dopo tutto quello che avevo speso per farlo nascere. E poi, cosa ancora peggiore, era diverso da tutto quello che conoscevano: aveva un'anima propria, era unico. E si sa, quando si incontra qualcosa di sconosciuto, spesso si fatica ad apprezzarlo.
«Non mi piace.»
«È strano.»
«Non è quello che ci aspettavamo.»
Ma io sono cresciuto in una famiglia che beve da sempre i grandi vini d'Italia e di Francia e sapevo che quello che avevo creato era buono. Buonissimo. Ogni volta che organizzavo degustazioni alla cieca, il mio vino ne usciva a testa alta e spesso emergeva. E allora, perché nessuno voleva darmi una possibilità? Intanto i soldi finivano. E io continuavo a indebitarmi solo per mantenere quel livello assurdo di qualità che mi ero imposto. Avevo zero esperienza commerciale, ma una passione che bruciava forte. Credo sia stata proprio la mia ostinazione a salvarmi. Alcuni, forse incuriositi dalla mia giovane età, forse contagiati dal mio entusiasmo, avevano iniziato a darmi fiducia, acquistando qualche cassa o mettendo il mio vino in carta.