Chiudi
06

Il difficile sogno di Matteo - 2017

Le prime vendite? Un disastro. Ma carico di entusiasmo e con il cuore in gola, ho portato il mio vino nelle enoteche e nei ristoranti della zona.

Nessuno mostrava il minimo interesse. Il prezzo era altissimo, ovviamente, dopo tutto quello che avevo speso per farlo nascere. E poi, cosa ancora peggiore, era diverso da tutto quello che conoscevano: aveva un'anima propria, era unico. E si sa, quando si incontra qualcosa di sconosciuto, spesso si fatica ad apprezzarlo.

«Non mi piace.»
«È strano.»
«Non è quello che ci aspettavamo.»


Ma io sono cresciuto in una famiglia che beve da sempre i grandi vini d'Italia e di Francia e sapevo che quello che avevo creato era buono. Buonissimo. Ogni volta che organizzavo degustazioni alla cieca, il mio vino ne usciva a testa alta e spesso emergeva. E allora, perché nessuno voleva darmi una possibilità? Intanto i soldi finivano. E io continuavo a indebitarmi solo per mantenere quel livello assurdo di qualità che mi ero imposto. Avevo zero esperienza commerciale, ma una passione che bruciava forte. Credo sia stata proprio la mia ostinazione a salvarmi. Alcuni, forse incuriositi dalla mia giovane età, forse contagiati dal mio entusiasmo, avevano iniziato a darmi fiducia, acquistando qualche cassa o mettendo il mio vino in carta.
Come spesso succede nelle storie vere, arriva l'inaspettato. Persone del settore — sommelier, distributori, ristoratori più lungimiranti — assaggiano quel vino strano e diverso. Cominciano a chiamarmi, vogliono distribuirlo, esportarlo, averlo nei loro locali. 
Il sogno, contro ogni logica, stava prendendo forma.

Sfidiamo le
regole

E ci piace
così