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La nascita della DOC Bolgheri - 1995

All’inizio degli anni ’90, Bolgheri era ancora una piccola terra che parlava solo ai pochi che sapevano ascoltarla. Ma qualcosa stava per cambiare.

Il telefono squilla. Dall’altra parte c’è Eugenio Campolmi, delle Macchiole. «Enio, stiamo pensando di creare una DOC per Bolgheri. Devi esserci anche tu.» Enio, spaesato, sentiva di non avere ancora conoscenze così avanzate. Ma era un momento storico e non poteva di certo tirarsi indietro. Una volta a settimana, per circa dodici mesi, si riunivano otto produttori – praticamente il 95% di chi faceva vino nella zona: Incisa della Rocchetta, Meletti Cavallari, Satta, Pavoletti, Gasser, Campolmi, Antinori, Frollani. In quegli incontri si respirava un’aria di complicità, entusiasmo e una frenesia contagiosa di creare qualcosa di grande. Insieme discutevano di tutto: quali cloni scegliere, quali porta innesti utilizzare, la densità d’impianto, le rese per ettaro. Non pensavano solo a se stessi, ma a tutto il territorio. Volevano gettare basi solide su cui chiunque, in futuro, potesse costruire. E forse, è stata proprio quella semplicità, fatta di poche regole e poche leggi, unita alla generosità e alla visione di un pugno di persone perbene, a rendere possibile l’impensabile.
Il 14 dicembre 1995, con un gesto tanto semplice quanto storico, fondano ufficialmente il Consorzio della DOC Bolgheri. Quel giorno si cambiava, inconsapevolmente, il destino di una terra che da lì a poco sarebbe diventata una delle capitali del grande vino italiano.

Sfidiamo le
regole

E ci piace
così